Scuola di Vema

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Concorsi

XX Biennale di Architettura di Venezia

2006

Per immaginare una città nuova abbiamo guardato le città che conosciamo e messo in scena il loro futuro.

L’urbanizzazione è diffusa su tutto il pianeta e continua a crescere ma, mentre le città hanno forme diverse e contraddittorie, le espansioni urbane presentano come costante la bassa densità. La conseguenza è un consumo di suolo senza precedenti.

Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

progetto: ELASTICOSPA + 3

gruppo: Stefano Pujatti, Alberto Del Maschio, Marco Burigana, Corrado Curti, Valeria Brero, Daniele Almondo, Elena Ferraris

contributo esterno: Valentino Marengo

 

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L’urbanizzazione è diffusa su tutto il pianeta e continua a crescere ma, mentre le città hanno forme diverse e contraddittorie, le espansioni urbane presentano come costante la bassa densità. La conseguenza è un consumo di suolo senza precedenti.

Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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L’urbanizzazione è diffusa su tutto il pianeta e continua a crescere ma, mentre le città hanno forme diverse e contraddittorie, le espansioni urbane presentano come costante la bassa densità. La conseguenza è un consumo di suolo senza precedenti.

Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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L’urbanizzazione è diffusa su tutto il pianeta e continua a crescere ma, mentre le città hanno forme diverse e contraddittorie, le espansioni urbane presentano come costante la bassa densità. La conseguenza è un consumo di suolo senza precedenti.

Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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Il mutare della forma urbana riflette i cambiamenti nei processi di produzione dello spazio: l’edilizia residenziale è da tempo, in Italia, appannaggio di soggetti privati, il solo interesse è la massimizzazione del profitto, l’iniziativa pubblica resiste soltanto nella realizzazione di infrastrutture e di servizi primari.

Alla luce di simili considerazioni non può che apparire illusorio immaginare per l’architettura e per il progetto della residenza un ruolo rilevante nel ri-definire gli spazi dell’abitare. Crediamo invece si debba lavorare sulle infrastrutture di servizio alla città e farle diventare gli strumenti per ridare forma, senso e densità ai paesaggi sempre più desolati e sfilacciati che si distendono lungo strade e autostrade.

Così, il plesso scolastico di VEMA è progettato per essere un movimento geologico che conforma il paesaggio e definisce spazi di relazione, interazione e informazione. Su di esso, come su una collina, può allora distendersi la litania della speculazione edilizia. 

 

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